During the press conference the other great theatrical event hosted by the Piccolo Teatro, the return of Pina Bausch in Italia, il direttore Sergio Escobar disse che ci sono alcune grandi personalità per le quali esiste un "prima" e un "dopo": dopo averle incontrate non possiamo più essere gli stessi, non possiamo più avere le stesse concezioni teatrali. Peter Brook è un gigante della regia europea e l'incontro con il suo teatro totale è un' esperienza che fa germogliare in chiunque vi assista idee per un teatro diverso, ipotesi di nuove teorie. Per i giovani è scoprire un filo diretto con il passato, con una tradizione di ricerca (non gratuito ossimoro) che è ancora viva, attuale, dinamica.
Un flauto magico , che si presenta come un compendio del teatro Peter Brook, depicts Mozart's work in revealing the identity of permanent self-performing the original. Brook worked by filing, cutting, digging like a sculptor does with the marble to get to the heart, the essential work: minimalist set design, as well as the costumes, drama reduced to accentuate the core of the story (between fable and ritual initiation), but especially the musical score that has abandoned any orchestral pomp to get to the romantic and intimate sound of the piano.
"I can choose any empty space and decide that it is a bare stage. A man the crosses and another observes it: it is sufficient to initiate an action drama " (P. Brook, The empty space ).
What space was encapsulated in this show, in barrels thirty-five bamboo, mounted on a small pedestal that allows movement and the symbolic use, which are the only scenic element. The theater of Peter Brook's all symbolic of the essence in the sincerity of scenes is boarding a ritual, which by its nature refers to meanings conveyed by objects at that moment in their essence taking bigger. So a towel lying on the ground is a symbol of a mood or a place, the bamboo evocano luoghi, le luci si fanno elemento scenico per la loro capacità di evocare passaggi emotivi dei personaggi, e una cassa coperta con un telo diventa il letto in cui Papageno e Papagena finalmente possono incontrarsi.
Dell'opera originale Peter Brook ha mantenuto l'atmosfera più giovane, vitale, scanzonata, che spesso rivela l'ironia e la leggerezza proprie dei giovani. Le scelte registiche confluiscono nella direzione della leggerezza: gli attori-cantanti, tutti giovani, a piedi scalzi e con i costumi minimali, sono lontani dai modi della lirica e dalla sua rigidità. Lontani anche dal dinamismo teatrale, che pure ci aspettavamo di trovare nello spettacolo e la cui mancanza ci ha deluso, creando una certa difficoltà al coinvolgimento emotivo: unica stonatura in un insieme molto ben concertato di semplicità e forza.
Lo spettacolo, con libretto in tedesco e recitazione in francese (sovratitolato con qualche imprecisione), ideato per lo spazio molto raccolto del Théatre des Bouffes du Nord (che Peter Brook dirige dal 1974 e a cui darà l'addio alla fine della stagione in corso), non ha sofferto l'allestimento nello spazio molto più grande del Teatro Strehler: come formalizzato dal regista nel testo-manifesto della sua poetica Lo spazio vuoto , “La concentrazione di un grande numero di persone crea un’intensità unica che consente di isolare e di percepire con maggiore chiarezza forze which are always in action and that regulate the daily life of every Spotting ".
A Magic Flute is a show delicate, elegant, effective in its simplicity, and - for all these reasons - able to communicate beyond words, through the suggestions.
seen at the Piccolo Teatro Strehler March 5, 2011
A MAGIC FLUTE by Wolfgang Amadeus Mozart
freely adapted by Peter Brook, Franck Krawczyk Marie-Hélène Estienne
director Peter Brook
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